Cosa deve mangiare un vero carnivoro? Il gatto!

Continuiamo la nostra escursione nelle particolarità dell’essere gatto. Capiamo oggi come funziona il metabolismo del gatto, e come i suoi particolari fabbisogni nutrizionali possano essere soddisfatti in maniera più naturale possibile.

Nel fegato di molti animali sono presenti due enzimi per convertire il glucosio in glucosio-6-fosfato (viene inserito nella formazione di ATP, il magazzino energetico delle cellule): esochinasi e glucochinasi. Questa conversione è necessaria prima che il fegato utilizzi il glucosio. La glucochinasi si attiva nel momento in cui il fegato riceve una grande quantità di glucosio attraverso la vena porta. Siccome le principali fonti di cibo dei gatti selvatici sono composte per una minima parte di carboidrati, non essendo di origine vegetale, il sistema portale assimila veramente poco glucosio. Essendo i gatti domestici, non molto differenti dal punto di vista metabolico, rispetto ai cugini selvatici, e normale osservare in loro una scarsa attività glucochinasica. Traduco, hanno una limitata capacità di metabolizzare un grosso quantitativo di carboidrati semplici, come il glucosio. Gli onnivori, ad esempio noi, hanno un’alta attività glucochinasica, per dire.

I gattini ingeriscono dei carboidrati semplici durante l’allattamento, il latte felino contiene una piccola quantità di lattosio. Ma gli adulti per mantenere la concentrazione del glucosio sanguigno corretta, hanno la necessità di attuare la gluconeogenesi utilizzando i trigliceridi o gli aminoacidi. Negli onnivori, le vie glucogenetiche si attivano soprattutto nel caso in cui il glucosio nella dieta non è presente in quantità sufficiente. Nei gatti la gluconeogenesi si attiva immediatamente dopo il pasto. Niente, questi gatti proprio non sono predisposti per i carboidrati pare.

Per quanto riguarda il metabolismo proteico, questo nei gatti è unico nel suo genere, e si manifesta con una inusuale richiesta di proteine se comparata a quella dei cani. Nello specifico hanno delle particolari necessità per quanto riguarda gli amminoacidi: arginina, taurina, metionina e cisteina. Il fabbisogno proteico dei gattini in crescita è del 50%, ne consumano di carburante questi micetti. L’alto fabbisogno di proteine nei gatti non è dovuto ad un’esigenza particolare per quanto riguarda la quantità di un amminoacido specifico, ma è causata da un’intensa attività enzimatica epatica, per la gluconeogenesi di cui parlavamo prima. Più proteine, più amminoacidi, più energia.

Parliamo adesso degli amminoacidi super essenziali per i gatti.

Arginina

La carenza di arginina nei gatti causa una delle più drammatiche conseguenze per quanto riguarda le carenze nutrizionali. I gatti non riescono a sintetizzare sufficiente ornitina o citrullina (precursori dell’arginina, non sono parolacce) per convertirli in arginina, che è necessaria per il ciclo dell’urea. Dopo il pasto, l’elevato utilizzo delle proteine provoca un gran numero di molecole di scarto come l’ammoniaca. Senza l’arginina non si può attivare il ciclo dell’urea che converte l’ammoniaca in urea (per espellerla) e la tossicità dell’ammoniaca aumenta. Questa particolarità è uno dei pegni per essere un predatore perfetto. Le proteine animali contengono un buonissimo quantitativo di arginina.

Taurina

È un amminoacido abbondante nelle principali fonti alimentari dei felini selvatici, si ritrova in piccoli roditori, uccelli, pesci e molluschi. Si trova in realtà in abbondanza in tutti i muscoli animali, ma diciamo che la variabilità è importante se seguiamo una dieta a fresco, soprattutto per questo motivo. Nei gatti, la taurina è essenziale, e la sua carenza provoca gravi patologie. La maggior parte delle specie animali, possono usare la glicina e la taurina per convertire gli acidi biliari in Sali biliari prima di essere secreti con la bile. I gatti riescono solo a coniugare la taurina con gli acidi biliari. La perdita di taurina con la bile accoppiato con una bassa capacità di sintesi endogena della taurina (nel gatto) contribuiscono a rendere la taurina alimentare essenziale. La carenza di taurina può provocare patologie oculari e cardiache.

Metionina e cistina

Sono amminoacidi il cui fabbisogno aumenta soprattutto durante la crescita, molto più nel gatto che in altre specie. Sintomi di carenze possono essere, crescite stentate oppure dermatiti in una particolare zona tra naso e bocca. Il rischio di carenza si presenta soprattutto in quegli alimenti con un alto quantitativo di proteine vegetali.

Anche per quanto riguarda i grassi, i gatti sono animali particolari però. Hanno l’abilità di digerire un’alta quantità di grassi animali (proprio quelli che sono contenuti nei tessuti animali). Come altri carnivori stretti, i gatti presentano un fabbisogno particolare per l’acido arachidonico, perché non sono particolarmente in grado di sintetizzarlo ex novo, al contrario dei cani e degli onnivori. La copertura di questo fabbisogno è particolarmente importante per gatte in gestazione, lattazione e crescita.

Ma anche per quanto riguarda le vitamine sono particolari. Non essendo granché in grado di convertire il triptofano in niacina (vitamina B3). Una dieta a base di tessuti animali è ricca di niacina, ma guardate il caso. Anche per quanto riguarda le vitamine A e D il fabbisogno esogeno è fondamentale, i gatti hanno particolari esigenze per tutto pare.

Esplorando gli specifici fabbisogni dei gatti abbiamo, spero tutti, tirato le stesse conclusioni. Più carne per tutti!! È necessaria per il loro benessere.


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