Fasi di vita, e necessità.

L’attenzione alla corretta alimentazione, il più delle volte, viene rivolta a fasi ben precise della vita di un soggetto. La gravidanza, l’allattamento o la crescita per esempio possono essere quelle che preoccupano di più un proprietario, oppure a cui il mercato da più attenzione. Le fasi di vita però sono molte di più, e quasi mai tra di loro esiste uno stacco netto, quindi la difficoltà più grande che riscontriamo è il non riconoscere il momento esatto, se ne esiste uno, in cui concentrare le nostre attenzioni. Cerchiamo quindi di capire assieme, osservando un soggetto durante la sua intera vita, quando, se, e come sia necessario modificare l’alimentazione per raggiungere il più alto traguardo di benessere possibile.

A che età si può iniziare a pensare di alimentare correttamente un soggetto?

Risposta corretta? Al giorno zero. Si perché viene spesso molto sottovalutata l’importanza di una corretta alimentazione già in gravidanza (o presunta tale) per iniziare a parlare di benessere “controllato”. Con questo non si vuole dire che durante la gravidanza bisogna inserire tutti gli integratori che vi vengono in mente eh. Una gravidanza sana inizia già dall’accoppiamento, pur non essendoci degli accorgimenti specifici per quanto riguarda l’alimentazione durante questa fase, né durante la fase riproduttiva a vuoto, bisogna stare attenti allo stato di salute della cagna, e nel nostro caso, al peso. Durante l’accoppiamento il BCS (che ricordiamo essere un punteggio di conformazione corporea per identificare lo stato di ingrassamento di un soggetto) può essere leggermente sopra al normale (non diamo valori perché dipende dalla scala che usate), non si intende sovrappeso ovviamente, ma una leggera copertura grassa in più sarebbe l’ideale. Questa leggera copertura in più, andrà a beneficio delle fasi di sviluppo dei feti, che consumeranno le riserve della madre senza però intaccare quelle per l’allattamento e dare quindi problemi di eccessiva magrezza nella fattrice. Rotondi in fase d’accoppiamento e magri al parto, è la formula perfetta per una gravidanza e una nascita felice.

Durante la gravidanza, la nostra attenzione deve essere puntata principalmente su due cose, peso della madre e nutrienti per i cuccioli. Nella prima fase, prima della diagnosi di gravidanza, in realtà nell’alimentazione della madre non cambia quasi niente, ma dopo la felice scoperta è necessario supportare e ristabilire le calorie consumate per la crescita dei feti e per la vita quotidiana, più che aumentare la quantità giornaliera di cibo però si aumenta la densità calorica dello stesso. Perché? Motivo molto semplice, i feti crescendo lasciano ben poco spazio (letteralmente) alla possibilità di ingerire grandi quantità di cibo, quindi bisogna puntare ad aumentare le kcal tenendo le dosi controllate. Vietato categoricamente passare ad un’alimentazione così detta puppy, è ormai sfatato questo mito, anzi si rischiano gravi conseguenze in allattamento. Inserire nell’alimentazione materna omega tre, acido folico e probiotici, dalla diagnosi, aiuta a migliorare le condizioni di crescita dei feti. Il sistema nervoso e l’apparato scheletrico ne trarranno beneficio, oltre ad iniziare (mediante il parto naturale) a venire a contatto con la flora batterica di un soggetto sano il che aiuterà il sistema immunitario dei cuccioli. Attenzione a non inserire integrazioni di vitamine liposolubili, in particolare A e D, a casaccio, perché possono provocare grosse malformazioni ai feti.

Ora, i cuccioli nascono, e voi penserete che l’alimentazione della madre sia mirata alla quantità di latte da produrre e al calcio da infondere ai nani, e invece no. La composizione del latte varia fisiologicamente durante le varie fasi di lattazione per seguire la crescita dei cuccioli, questo non significa che l’alimentazione deve essere modificata ogni momento, ma che la composizione del latte determinerà parte dell’adulto che sarà quel cucciolo. Un cucciolo troppo grasso fino nelle prime fasi di vita, non sarà un adulto dalla salute di ferro ad esempio, quindi la quantità e la qualità del latte deve essere tenuta sotto controllo mediante l’alimentazione materna.

Ma non è mica tutto qui per quanto riguarda il sottovalutare le cose importanti. Lo svezzamento signori e signori, per molti solo una fase semplice a cui arrivare velocemente per rendere i cuccioli più indipendenti possibili (e le madri libere… anche se non si fa!!), in realtà si può definire come la più importante e delicata fase di vita dopo la nascita. Sbagliare modo e momento può inficiare il futuro del sistema immunitario di un cucciolo, capiamoci bene fino ad ora ho parlato di cuccioli e madri perché questi principi valgono sia per i cani che per i gatti. Obbiettivo dello svezzamento è creare un microbioma forte e tolleranza orale, metodo per farlo, dipende dalle casistiche. Il punto è che per tutta una serie di ragioni abbiamo negli anni ridotto sempre di più l’età in cui vengono svezzati i cuccioli, allontanando il momento da quella che sarebbe l’età fisiologica, se spingiamo troppo o non stiamo attenti in questa fase, da adulti i cuccioli possono presentare tutta una seria di problemi indesiderati, in cui centra il sistema immunitario. Ovviamente il cucciolo in svezzamento deve anche crescere, ma siccome non è una pratica consigliata allontanarlo dalla madre solo perché ci si sta avvicinando ad un’alimentazione solida, la sua crescita verrà supportata anche dal latte materno.

Ad un certo punto però, o il latte materno finisce, oppure i cuccioli cambiano casa, quindi l’alimentazione si concentra sulla crescita. Per crescere cosa serve? Mattoni e benzina. Proteine e energia (grassi, carboidrati… dipende, parliamo di energia), Sali minerali e vitamine nella giusta dose. Se seguite il blog sapete che non si danno mai indizioni su dosi, percentuali o cose simili, impossibile farlo ogni dieta è soggettiva. Quindi concentriamoci sulle cose da sapere per una corretta crescita, che poi è una, cosa significa crescita corretta? Ecco significa non lievitare come l’impasto dei panettoni al caldo a natale, ad esempio. La crescita dei cuccioli deve essere graduale e omogenea, non troppo veloce. Un cucciolo deve avere una muscolatura corretta e strutturata, una copertura di grasso media assolutamente non abbondante. Non devono esserci ossa visibili o palpabili (si ci sono delle mini eccezioni, ma qui parliamo a tutti). Indipendentemente che scegliate un’alimentazione industriale, quindi un puppy, o di farvi seguire in un’alimentazione naturale, è necessario stare attenti al tipo di crescita. Perché anche se la dieta è perfetta, ma il tipo di crescita non lo è, allora è tutto vanificato, comunque potrebbero manifestarsi dei problemi metabolici. Se seguiamo questo principio, viene da sé che non è difficile capire quando è il momento di passare da un’alimentazione puppy a un mantenimento da adulto, quando la crescita è quasi all’ottanta per cento. Non è questione di mesi, di peso, o di cm, è questione di crescita, facile.

Quindi è tutto qui, adesso restiamo con la dieta di mantenimento finché non è vecchio no? Beh ni, dipende, durante la vita di ogni singolo soggetto il metabolismo può modificarsi per moltissimi motivi, non solo per eventuali sterilizzazioni o castrazioni, ma anche solo per un semplice cambio di vita, oppure per predisposizione genetica, per cui non stupitevi se si rende necessario fare delle modifiche anche nel caso di diete di mantenimento.

Ma poi mi verrebbe da rispondere, quando un cane è vecchio? Quando raggiunge una certa età anagrafica? Sinceramente conosco 80enni che se la cavano molto meglio di me con il metabolismo, e beati loro. Il passaggio ad una dieta per soggetti anziani andrebbe fatto nel caso in cui ci siano delle manifestazioni di senilità, soprattutto digestiva. L’animale anziano di solito viene gestito in maniera molto simile ad un cucciolo. Richiedendo alimenti più facilmente digeribili e utilizzabili, ma pur sempre di altissima qualità, accertiamoci che siano di elevato valore biologico, ovviamente biologicamente appropriate, questo può rendere non indispensabile abbassare la quantità di proteine totali. Si aumentano le calorie, perché il metabolismo proteico potrebbe richiedere più fatica del necessario, come anche le solite attività ma fatte con energie diverse, potremmo dover introdurre dei carboidrati complessi, ma facilmente digeribili per aiutare il tutto. Non vorrei parlare di integrazioni, perché è un argomento delicatino e non vorrei darvi degli spunti per fare danni, ma si può chiedere consiglio ad un professionista per inserire prodotti specifici per quei fastidiosi doloretti articolari, o per l’intestino che inizia a rallentare. Insomma, anziani come cuccioli, ma trattati con i guanti di velluto perché ormai se lo meritano.

Abbiamo visto velocemente tutte le fasi della vita, cercando di soffermarci non sui dettagli dei fabbisogni che potete trovare ovunque, ma sulle cose importanti da osservare. Ricordate sempre, una fase segue inevitabilmente l’altra, quindi guardate l’insieme.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *