I gatti e i loro particolarissimi gusti alimentari.

I gatti e i loro comportamento alimentare sono famosi per darci il tormento. Rari e invidiatissimi coloro che convivono con un soggetto che mangia la qualunque, dalla carne al broccolo, da tutte le marche di umido alle più sconosciute di secco. Parliamo quindi oggi proprio del perché invece altri subiscono costantemente la dittatura felina, e la maggior parte delle volte ne soccombono.

Ma prima di cominciare, sappiate che non siete soli, siamo tutti sulla stessa barca.

 

Abbiamo già parlato svariate volte della natura carnivora dei felini domestici, la loro alimentazione necessita di proteine di origine animale, grassi di origine animale, ma possono essere anche vegetali e fibre. Essere un carnivoro però significa avere non solo delle particolarità anatomiche e fisiologiche intrinseche, ma anche dei comportamenti.  Molte delle scelte alimentari dei gatti sono proprio legate a questo.

È nota la sua implacabile natura di predatore, infatti in libertà sono veri e propri assassini seriali. Il loro piccolo e poco elastico stomaco, non gli permette d’immagazzinare una quantità elevata di cibo, per cui è necessario alimentarsi e quindi cacciare, più volte al giorno. Considerate che un topo apporta all’incirca 30 kcal, per cui ne servono di topini per mantenere seriamente un soggetto, anche se in base alla dimensioni delle prede i pasti aumentano o si riducono. E qui inizia il dramma, la predazione nei felini non è legata solo alla necessità di alimentarsi. Molti gatti domestici che magari non hanno la possibilità di uscire e cacciare, manifestano questa mancanza simulando fame. Pur avendo ingerito le giuste quantità di alimenti (sia naturale che industriale) continuano costantemente ad avere “fame”, o almeno a richiedere cibo senza però poi consumarlo. I proprietari scambiano questi comportamenti per disappunto verso il cibo proposto, e invece, è solo una presa in giro.

Ah essere schiavi dei felini, è proprio una vita dura. Il senso di colpa è la maniera con cui ci manipolano, non cedete, se hanno mangiato la dose corretta e il peso corporeo è giusto, inventatevi dei giochi.

Il bello però viene adesso. Uno dei grossi problemi di essere carnivori stretti è non riuscire a manifestare molta flessibilità nei confronti ne delle materie prime (motivo per cui molte volte le alimentazioni che contengono carboidrati danno pessimi risultati) ne per quanto riguarda i gusti alimentari. Non credo che serva dirvi che i gatti hanno dei gusti personali, sono proprio loro tal volta la causa di divorzi. Cerchiamo quindi di capire perché i felini sono famosi per avere un palato sopraffino.

 

Sono animali molto specializzati e per cui molto delicati dal punto di vista metabolico, si devono quindi difendere con molta tenacia dalla possibilità di essere intossicati oppure avvelenati. Non amano ad esempio i gusti amari, ma sopratutto detestano essere sorpresi con cibi sconosciuti. In realtà se nei primi sei o sette mesi di vita, quindi dallo svezzamento in poi (anche l’allattamento ha una certa responsabilità in tutto questo però), vengono a contatto con sapori e consistenze differenti, proposte in maniera positiva, la probabilità che una volta raggiunta la maturità sessuale o comunque il post adolescenza i gusti siano di ampie vedute è altissima.

Il contatto con alimenti differenti durante lo sviluppo rende il gatto consapevole delle proprie possibilità, sia per quanto riguarda la  masticazione sia per il riconoscimento della salubrità degli alimenti. Praticamente proporre alimenti diversi e far conoscere il mondo del cibo ai gatti in crescita li aiuta loro a diventare più equilibrati, e voi a non tentare di scappare ad Atlantide al primo cambio alimentare.

 

I sapori e gli odori che piacciono di più ai felini, sembrano essere:

  • grassi animali
  • la presenza di alcuni aminoacidi come prolina, lisina e alanina (da qui quindi le proteine idrolizzate)
  • olive, banana, zucca, sedano, anice e melone (si ecco, cosi dice la scienza)

Ma a cosa serve saperlo? ci sono cose a cui i gatti non possono facilmente resistere, e che quindi si possono utilizzare anche in soggetti adulti per inserire alimenti nuovi. Mescolare un sapore conosciuto e piacevole con il nuovo, aiuterà l’inserimento, che comunque potrebbe essere lunghissimo io ve lo dico. Il tempo d’inserimento di un nuovo alimento è assolutamente soggettivo, perché non solo il gusto può essere un problema, ma anche la consistenza.

 

Le consistenze più piacevoli infatti di solito sono elastiche, soffici e con un tocco di croccantezza, praticamente una preda. Nelle alimentazioni naturali ad esempio, può essere molto più difficile introdurre le polpe di carni bianche come pollo o coniglio se non sono presenti le ossa. La masticazione aiuta moltissimo ad associare un’esperienza positiva con un gusto nuovo. No, non vi sto dicendo di andare a dare dei conigli interi al vostro gatto, cerco di dirvi che è normale che vengano rifiutati alimenti nuovi anche se il gusto piace,  alcune volte serve lavorare anche sulla masticazione quando si propongono cibi sconosciuti.

I gatti quindi non sono solo esseri viziati e dispotici, alcune volte semplicemente vengono assecondati troppo, ma nelle esigenze sbagliate.

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