La dieta in gravidanza. Si può fare una dieta naturale in gravidanza?

Parliamo di gravidanza e dieta. Importantissimo per un corretto sviluppo dei cuccioli è ottenere il massimo della dieta in gravidanza, che sia naturale o industriale poco importa.

Un buon piano nutrizionale in riproduzione si pone come obbiettivo di mantenere la salute e le condizioni fisiche della fattrice ottime, durante tutte le fasi riproduttive: accoppiamento, gestazione, parto, allattamento, svezzamento. Ma anche di raggiungere il massimo benessere per i cuccioli, siano essi di cane o gatto, la cui crescita necessita di un valido supporto. Il metro di misura per valutare se le tecniche attuate durante le fasi riproduttive sono corrette e adeguate, ovviamente, è il benessere di madre e cuccioli, ma anche i risultati riproduttivi:

  • modalità di parto,
  • numero di cuccioli,
  • peso della cucciolata,
  • modalità di crescita,
  • qualità del sistema immunitario dei cuccioli.

Pensate che il modo migliore per valutare la quantità e la qualità del latte, durante il periodo di lattazione, è valutare l’incremento ponderale giornaliero dei cuccioli. Il risultato per valutare la fonte.

La gestazione del cane e del gatto dura in media 57/63 giorni, ogni gestazione e ogni madre sono diverse dalle altre (alcune femmine pensate partoriscono a 55 cuccioli sani).

Pare anche banale dirlo, ma uno dei segnali di stato interessante più evidenti è l’aumento di peso. Al quale dobbiamo fare particolare attenzione, aumenti o diminuzioni eccessive di peso, già dall’accoppiamento possono inficiare il risultato riproduttivo. Meglio tonde all’accoppiamento e giuste al parto, per riassumere.

Le gatte incrementano il loro peso in maniera lineare, dall’accoppiamento al parto, mentre nei cani questo aumento avviene soprattutto nell’ultimo terzo del periodo di gestazione. Vero è che alcuni soggetti manifestano già alcune rotondità dal secondo trimestre, pare soprattutto nelle pluripare (che hanno già partorito). Il peso preso troppo precocemente può essere un problema durante il parto, per quello dovrebbe esser limitato. Risulta essere una riserva di grasso per la lattazione, e non tessuti riproduttivi, come feti e tessuto mammario, quindi va tenuto sotto controllo.

Durante la gestazione del cane, i cuccioli crescono del 2 al 5% fino a 40esimo giorno di gestazione, mentre negli ultimi 20 giorni circa raggiungono il peso finale. È ragionevole quindi che prima 35-40esimo giorno di gestazione non sia indispensabile aumentare le kcalorie in entrata, ma sia indispensabile farlo nell’ultimo periodo prima del parto. È fondamentale comunque che il soggetto non perda peso prima dell’ultimo periodo. Per cucciolate di piccole dimensioni si può arrivare al 30% di kcalorie in più, mentre per cucciolate numerose anche il 60%, è utile quindi avere un’indicazione, anche se di massima, di quanti cuccioli potrebbero esserci (alla diagnosi di gravidanza ad esempio). A questa necessario aumento calorico difficilmente però può corrispondere semplicemente un aumento di quantità di cibo. Con la crescita dei feti gli organi interni si spostano e si schiacciano, per cui la capacità di ingestione (cioè quanto cibo riesce a stare nello stomaco) diminuisce. Come si fa allora? Semplice si aumenta la densità calorica del pasto, più calorie meno volume, si punta ad alimenti calorici, carboidrati complessi, grassi, dipende dal soggetto. Parliamo sempre del cane eh!!

Nei gatti invece i cuccioli crescono in maniera più lineare, quindi anche l’incremento calorico va adeguato nel tempo di pari passo, al contrario dei cani. Raggiungendo comunque un aumento fino al 50% rispetto a prima dell’accoppiamento. Generalmente si presentano due momenti, durante la gestazione, in cui è idoneo aumentare la quantità di cibo, dopo 15 giorni dall’accoppiamento e ad una settimana dal parto. Anche se esistono questi due momenti abbastanza precisi, non sono però ovviamente sempre attuabili. Alcuni soggetti richiedono l’intervento anticipato, alcuni non lo reggono mai. Fondamentale quindi nel caso del gatto è concentrarsi sulla densità calorica più che sul volume. Poiché anche nel caso del gatto si manifesta la problematica dell’ingombro fetale. I gatti tra l’altro si sa, con i l cibo ci fanno sempre penare. Ovviamente diversamente dai cani, siamo più limitati nelle scelte sul come aumentare la densità calorica, in questo caso si aumentano i grassi di solito, essendo carnivori.

Il peso raggiunto in gravidanza non dovrebbe superare più del 25% del peso pre-accoppiamento per il cane e 40% per il gatto. Questo peso corrisponde alle modifiche del tessuto mammario e una maggiore quantità di acqua extracellulare. A contrario dei gatti, i cani non necessitano di mantenere una riserva corporea adiposa per provvedere alle energie necessarie alla lattazione, perché possono aumentare l’ingestione dopo il parto.

La malnutrizione in gravidanza, sia che si parli di eccesso di nutrienti o di carenza di nutrienti, può rendere difficile sia la crescita dei cuccioli che il parto, oltre che la lattazione. La tabella qui sotto vi aiuta un pochino e schematizza le problematiche.

 

 

 

Piccola parentesi che approfondiremo nei prossimi articoli. Ormai è sorpassata la pratica di inserire un piano dietetico puppy (più calorie, più calcio) prima del parto, è comprovato essere molto rischioso. La possibilità di sintomi di carenza di calcio (eclampsia) post partum è molto elevata, per uno scompenso ormonale provocato dall’eccesso di calcio pre-parto. Quindi non fatelo!!

 

 

 

Ma torniamo a noi, la carenza di nutrienti durante la gestazione può portate a problematiche di sviluppo dei cuccioli.

Prevedere un’integrazione di omega tre, aiuterebbe nello sviluppo del sistema nervoso dei nascituri. Normalmente si sospende l’integrazione qualche giorno prima della data del parto, la possibile fluidificazione del sangue che possono creare potrebbe dare problemi.

Altra integrazione utile, anche se non sempre indispensabile, è quella di vitamina B9 o acido folico. Entrando nella moltiplicazione cellulare, soprattutto in caso di rapida crescita, pare molto utile per evitare patologie morfologiche come la palatoschisi. Ovviamente parliamo di utile, ma non indispensabile, perché non assicura l’esclusione di malformazioni nei cuccioli. Come anche fare attenzione alla quantità di zinco, soprattutto nelle prime fasi di gestazione, una sua carenza può portare a riassorbimenti fetali o aborti. Ma per quanto riguarda quest’ultimo, un’alimentazione bilanciata già evita il problema.

Attenzione agli eccessi di vitamina A o D, il che significa per chi fa alimentazione naturale, che nel panico del momento non deve sognarsi di dare multivitaminici o integrazioni non ben specificate senza la supervisione di un professionista. Per chi fa alimentazione industriale, non dovete dare niente di più delle solite crocchette (ovviamente di ottima qualità), adult mi raccomando non puppy.

Femmine e maschi durante la fase di accoppiamento (o comunque di calore per la femmina), non presentano particolari fabbisogni nutrizionali specifici, se non la necessità di mantenere buono il peso corporeo. Sebbene maschi e femmine interi, durante le fasi riproduttive necessitino di più energia rispetto a femmine e maschi castrati, questo ai fini dell’argomento che stiamo trattando non ci è utile.

Il fabbisogno proteico, in entrambe le specie, aumenta nella stessa maniera in cui aumenta il fabbisogno calorico. Molto più importante però è la qualità proteica, che in gravidanza deve essere massima, proteine di basso valore biologico possono peggiorare lo stato di salute dei cuccioli, compreso indebolirne il sistema immunitario, e limitare la loro vitalità alla nascita. Ovviamente, e non servirebbe nemmeno dirlo, vengono documentati casi di morbilità e mortalità elevata in occasione di alimentazioni su base proteica vegetale. Ma che ne parliamo a fare no?!

L’aumento di qualità proteica è più semplice da attuare se si lavora con una dieta naturale, un pochino più complesso, ma non impossibile, con una dieta industriale.

Attenzione in questo caso particolare va data al gatto, dove bisogna trovare il giusto bilanciamento tra materie prime e acidificazione delle urine. Ma insomma, tanto mica fate i fai da te voi no?

Come sapete è impossibile parlare di quantità o materie prime, perché è indispensabile valutare soggetto e la situazione. Possiamo però parlare di come somministrare il cibo. Non sono sinceramente molto favorevole all’alimentazione ad libitum o con libero accesso. C’è una differenza tra le due, la prima è a volontà la seconda è semplicemente sempre presente. In entrambe le tipologie però non possiamo avere il controllo. In un’alimentazione ad libitum, ad esempio, è molto difficile valutare (soprattutto in alcuni soggetti più sensibili) i nutrienti ingeriti. Tutti tendiamo ad accondiscendere, in una fase cosi delicata, alle richieste (anche insistenti) delle gestanti, ma rischiamo cosi di saziarle toppo di alimenti non sempre idonei o che comunque non raggiungono i fabbisogni richiesti. Il razionamento permette di mantenere un livello di appetito costante e quindi di spingere sull’ingestione di ingredienti anche non graditissimi. L’alimentazione ad accesso libero, invece, ha come inconveniente la deperibilità degli alimenti, che essi siano naturali o meno. Lasciare del cibo alla mercé delle temperature esterne (anche se dentro casa intendiamoci) e non controllate, degli insetti, dell’umidità, velocizza l’irrancidimento dei grassi, la decomposizione delle proteine e la proliferazione batterica, rendendolo non solo non nutriente, ma anche pericoloso.  Molto compresso da attuare più con i gatti che con i cani, ma non impossibile.

Non è quindi difficilissimo occuparsi dell’alimentazione di una gestante. Necessario fare attenzione ad alcune cose, sicuramente, ma più che altro indispensabile valutare bene le materie prime e il loro utilizzo. Una dieta naturale è più che possibile in questa fase, essendo normalmente più appetibile, aiuta a gestire le fastidiose nausee a si va incontro. Attenzione però a non improvvisare o intraprendere questa strada durante la gravidanza. È possibile, ma va ben pianificata, prima dell’accoppiamento. Sicuramente esiste una grossa differenza tra cucciolate nate da gestazioni ad alimentazione industriale e cucciolate nate ad alimentazione naturale. Purtroppo non ci sono studi al riguardo, ma non si sa mai, se saremo sempre di più a crederci forse possiamo fare la differenza.

Vorrei fare una piccolissima parentesi sul parto e sulla gestione delle cucciolate. Non tanto sulle possibili patologie o su come gestirlo dal punto di vista clinico, ma più che altro dal punto di vista etologico. Negli ultimi anni allevare è diventato molto complesso, per via delle informazioni, dei pericoli, ma soprattutto delle ansie. Una fra tutte, che senza la nostra costante e continua presenza nessun cucciolo e nessuna madre arriverebbe a termine del periodo riproduttivo, soprattutto post partum. Vedo continue invasioni della privacy e gesti irrispettosi verso un momento delicato e intimo, come è il breve tempo che la madre passa con i suoi cuccioli. Casse parto fatte per la comodità umana. Persone che dormono e entrano in uno spazio intimo e non rispettano il volere delle madri. Ecco, ricordatevi che tutto questa mania di controllo si paga. E si paga con li benessere delle madri prima e dei cuccioli poi, con il nervosismo e con scarse performance produttive (crescite stentate, latte assente), con stati psicologici che i cuccioli si porteranno dietro per sempre. E non importa che siano cani o gatti, dobbiamo avere rispetto, e più vera conoscenza di come funzionerebbero le cose etologicamente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *