L’alimentazione negli animali anziani

Gli amici si vedono nel momento del bisogno. E quale momento migliore della vecchiaia? parliamo di come e se si modifica la dieta durante questo periodo di vita. 

Cani e gatti, come tutti gli animali, invecchiando possono modificare le loro esigenze nutrizionali e alimentari. Queste modifiche dipendono però non solo dall’età, ma da come il soggetto è predisposto ad affrontare un passaggio cosi delicato.

Diventare anziani infatti non è solo una questione numerica, è una questione fisiologica. 

Esistono soggetti con un età anagrafica importante che non manifestano nessun sintomo di vecchiaia.

Come ci si comporta quindi con la dieta?

Esistono delle regole generali a cui dobbiamo stare attenti, adattandole alla singola casistica.

Partiamo parlando della scottante questione delle proteine.

Si perchè pare non essere un problema solo durante tutta la vita, ma pure da vecchi non li lasciamo in pace.

Cani e gatti sono carnivori, e lo restano anche da anziani, pensate!

Il loro fabbisogno proteico si modifica non tanto sotto l’aspetto delle quantità di proteine da introdurre, ricordate che non c’è un collegamento tra quest’ultima e le patologie renali (laddove non esista già un danno renale conclamato), ma sopratutto per quanto riguarda la qualità delle proteine.

Si dice spesso che invecchiare fa tornare bambini, ecco qui è lo stesso. I soggetti anziani hanno la necessità di avere un tipo di proteina altamente biodisponibile (e cosa meglio di una dieta naturale).

I loro tessuti non hanno la capacità rigenerativa di quando erano giovani, per cui dobbiamo introdurre materiale facilmente utilizzabile per far fronte alla naturale morte cellulare.

Più uova, più pesce azzurro e addirittura più carne bianca, ma senza eliminare del tutto la rossa. 

Passiamo alle calorie. I soggetti anziani devono mangiare meno? falso.

I soggetti anziani devono mangiare meglio. 

Se la quantità di attività fisica non si è modificata nel tempo, e nemmeno la voglia di fare, non ha senso abbassare le calorie. Può aver senso però semplificare le materie prime con cui inseriamo quelle stesse calorie, passando magari dai grassi ai carboidrati. 

Per i gatti si possono modificare i tipi di grassi, passando magari a grassi a media corta catena, come il burro di cocco.

Sicuramente un soggetto anziano, ha più bisogno di fibre.

Uno dei primi sintomi di vecchiaia è il rallentamento intestinale. Più fibre però non significa diventare porcellini d’india, aumentiamole di poco e\o magari modifichiamole passando a fibre secche particolari come lo Psyllium.

I soggetti anziani hanno bisogno di integratori? dipende. 

Sicuramente la probabilità che un soggetto anziano manifesti qualche acciacco è alta, ma gli integratori non sono studiati per fare i miracoli.

Nessun integratore riporterà le lancette dell’orologio indietro di qualche anno. 

Le integrazioni possono essere utili o assolutamente necessarie dal momento che un problema è manifesto o sta insorgendo. Inutile quindi elaborare complicati piani integrativi di condroprotettori, alghe antiossidanti, omega tre selvaggi e polvere di fata, se non si è studiato bene il caso specifico.

Ricordate che niente è mai veramente innocuo. 

Quello che però non viene quasi mai preso in considerazione è la possibilità che sia il soggetto a manifestare la necessità di modificare le proprie abitudini alimentari.

Ci sentiamo spesso troppo responsabili della loro vita dandoci il ruolo di organizzatori e risolutori di problemi tal volta inesistenti.

Dovremmo imparare ad osservare di più e a capire se serve intervenire o meno.

I soggetti anziani infatti possono manifestare la necessità di cambiare la loro dieta, anche sotto il profilo della masticazione, come no. Possono voler ancora masticare le loro alette di pollo anche a 15 anni, e se hanno i denti perchè non farglielo fare, magari una volta ogni tanto.

Anziano non vuol dire inetto! ripetiamolo tutti assieme.

Sicuramente spesso serve però valutare un cambio di gusto e di consistenze del cibo, perchè i sensi iniziano ad affievolirsi e quello che era super buono prima adesso può risultare meno appetibile.

Aiutiamoli senza cadere nello schiavismo, sopratutto con i gatti!!

Le modificazioni alla dieta dei soggetti anziani quindi sono semplici, ma dipendono dalla situazione. Dovrebbero essere applicate dal momento in cui il corpo inizia a dare dei segnali di invecchiamento, non prima. 

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