Super alimenti, per animali con super poteri?

Ormai considerati come membri della famiglia, ad essi vengono riservate le stesse cure che riserveremmo a noi stessi. Non è nuova, infatti, la ricerca della salute e del benessere, passando attraverso l’alimentazione, ma soprattutto attraverso l’utilizzo di alcuni alimenti specifici con una funzione specifica: i così detti alimenti funzionali. Analogamente ai bambini che copiano le azioni degli adulti, gli animali da compagnia acquistano abitudini alimentari sbagliate dai loro proprietari. Questa evidenza suggerisce che la comprensione dell’alimentazione animale è importante. Diversi studi, infatti, si sono concentrati sui benefici per la salute di alcuni elementi presenti negli alimenti funzionali. Ma quanti di questi ingredienti possono esercitare i loro benefici anche su cani e gatti? O almeno quanti di questi sono stati realmente studiati per l’uso e la loro funzione sugli animali? Cani e gatti sono diventati animali domestici dopo una lunga convivenza con l’uomo. Tra di loro vi sono significative differenze in metabolismi e processi digestivi, i gatti sono carnivori stretti, mentre i cani carnivori opportunisti, anche se molti vengono alimentati come onnivori. Entrambi, cani e gatti, mancano di amilasi salivare, hanno un breve tratto gastrointestinale e non sono in grado di sintetizzare la vitamina D.  Ma per quanto riguarda digestioni di amidi e sintetizzazione di alcuni nutrienti essenziali come niacina, taurina e arginina, vi sono alcune sostanziali differenze. Motivo per cui, quando parliamo di nutrizione li trattiamo separatamente. Per definizione, un alimento funzionale è:

un alimento, fresco o trasformato, naturalmente ricco di molecole con proprietà benefiche e protettive per l’organismo, e importante nella pratica nutrizionale perché, se inserito in un regime alimentare equilibrato, svolge un’azione preventiva sulla salute.

Essi infatti, almeno quelli più soggetti a studi e apprezzati dal punto di vista operativo, comprendono frutta e verdura, piante officinali, cereali integrali, molecole specifiche come collagene, coenzima Q10, acido ialuronico a basso peso molecolare, condroitin solfato e glucosamina, prebiotici e probiotici. La maggior parte di questi alimenti può migliorare la sazietà, ridurre le concentrazioni di glucosio e insulina postprandiale, modificare la crescita batterica intestinale, diminuire il tempo di svuotamento gastrico o la concentrazione di colesterolo nel sangue, diluire la densità calorica della dieta e aumentare la sazietà. Insomma chi più ne ha più ne metta, alcuni degli alimenti funzionali studiati sono riportati in tabella 1 per il cane e in tabella 2 per il gatto. Non riuscendo a parlare di tutti nello specifico (ma magari se vi interessa qualcosa nello specifico possiamo farlo in un altro articolo), facciamo degli esempi basati su studi scientifici.

Tabella 1 – cane

Mais, polpa di barbabietola, olio di pesce, minerali, Yucca schidigera, vitamina A, vitamina D3, vitamina E, taurina, L-carnitina, estratto ricco in tocoferoli naturali, Rosmarinus officinalis, Grifola frondosa, Curcuma longa, Carica papaya, Punica granatum, Aloe vera, Polygonum L., Haematococcus pluviali, Solanum lycopersicum e Vitis vinifera. ↓ Stato d’ingrassamento, stress ossidativo, ematocrito e piastrine
↑ Potenziale antiossidante
Proteine idrolizzate del pesce, amido di riso, Melaleuca alternifolia, Tilia platyphyllos scapoli et cordata, Allium sativum L., Rosa canina L. e zinco ↓ intensità di tutti i sintomi associati all’otite cronica esterna (occlusione del condotto uditivo, eritema, quantità di scarico e odore)
Farina di pesce, propoli, Salvia officinalis, albume d’uovo (lisozima), estratto di arancia disidratata, Thymus vulgaris e ribes nigrum ↓ alitosi (composti solforati volatili)
Proteine di pesce, amido e beta-glicani di riso Cucumis melo, Ascophyllum nodosum, Astaxantina di Hematococcus pluvialis, Aloe vera, Carica papaya, Punica granatum, Camellia sinensis, Polygonum cuspidatum, Curcuma longa, Piper nigrum, zinco e un rapporto di Omega 3 e Omega 6 pari a 1: 0.8 ↓ intensità della lacrimale, infiammazione congiuntivale, cheratinizzazione corneale, densità del pigmento corneale e scarico di muco
Punica granatum, Valeriana officinalis, Rosmarinus officinalis, Tilia spp., estratto di tè e L-triptofano, L-teanina, Omega 6, Omega 3, vitamina A, E, C e DL-metionina ↑ concentrazioni plasmatiche di serotonina, dopamina e β-endorfina
↓ Concentrazioni plasmatiche di noradrenalina e cortisolo e stress ossidativo
Amido di riso, Punica granatum, Valeriana officinalis, Rosmarinus officinalis, Tilia spp., estratto di tè e L-triptofano ↑ sintomi clinici e comportamentali correlati all’ansia generale

 

tabella 2 – gatto

Bucce di mela ↓ densità energetica

↓ digeribilità delle proteine grezze

Crusca di riso, caseina, lattoalbumina, grasso di pollo, taurina, L-metionina, L-arginina ↓ livelli di taurina nel sangue

↑ escrezione fecale di acidi biliari coniugati

In Beagle maschi adulti, la dieta arricchita con oligofruttosio diminuiva le concentrazioni di ammonio fecale e di Clostridium perfringens, mentre faceva aumentare il numero di batteri aerobi, migliorando così la salute generale del cane.  Un ulteriore studio ha valutato gli effetti di una dieta specifica (proteina del pesce idrolizzata, proteina di patate idrolizzata, lievito secco, fruttoligosaccaridi,  vitamina E, acido ascorbico, vitamina B12, niacina, vitamina A, calcio pantotenato, riboflavin, piridossina cloridrato, mononitrato di tiamina, folico acido, cloruro di colina, DL-metionina, L-carnitina, estratto di Yucca schidigera, betacarotene, Lepidium meyenii e Tribulus terrestris) sulla riproduzione in 14 cani maschi fertili, rilevando un costante miglioramento dell’attività metabolica (tiroxina libera e testosterone) con un conseguente effetto positivo sulla fertilità e sull’attività tiroidea. L’analisi qualitativa dello sperma ha, inoltre, mostrato un significativo aumento della motilità e della vitalità nei cani di età compresa tra 2 e 7.

Tutti conosciamo la volubilità alimentare dei gatti, ma sappiamo che possono autoregolare la selezione e l’assunzione di cibo per bilanciare l’assunzione di macronutrienti? a prescindere dalle differenze nel contenuto di umidità e dalle proprietà strutturali delle diete commerciali. Anche con la convivenza domestica, in cui siamo noi a determinare in gran parte la dieta dell’animale, le prove suggeriscono che, quando viene fornita una scelta di alimenti con diversi profili nutrizionali, i gatti consumano quantità diverse degli stessi per bilanciare l’assunzione di nutrienti. Difficile quindi cercare di far dimagrire un gatto sembrerebbe, eppure basta usare le mele. La polpa (e buccia) di mela ha una bassa digeribilità, miscelandola con una dieta a base di carne e somministrato a 9 gatti adulti obesi castrati di razza europea, non ha diminuito l’appetibilità, ma ha ridotto la densità di energia della dieta, ha leggermente modificato la digeribilità dei grassi e ridotto considerevolmente la digeribilità delle proteine grezze. La densità energetica è diminuita proporzionalmente alla percentuale di mela aggiunta alla dieta. Pertanto, l’inclusione di componenti fibrosi appetibili nella dieta dei gatti obesi, rappresenta un buon modo per ridurre il contenuto energetico del cibo e mantenere un livello fisiologico di assunzione dello stesso. Di crescente interesse risulta essere l’argomento, alimentazione e comportamento.  Alcuni studi, per questo motivo, hanno utilizzato il cane come modello per studiare la relazione tra deterioramento cognitivo-comportamentali del fattore neurotrofico derivato dal cervello e dieta, ma anche tra disturbi comportamentali, modificazione dei parametri neuroendocrini e dieta. Tali studi hanno dimostrato che i cani riceventi due diete arricchite di antiossidanti e fitoterapici presentavano livelli significativamente più elevati di fattore neutrofico cerebrale e inferiore di stress ossidativo, confrontandoli con parametri neuroendocrini normali, nonché un miglioramento generale dei comportamenti classificati come anomali.  Come possiamo capire da questi esempi e dalle tabelle, l’utilizzo di un determinato alimento funzionale, non è proprio così semplice. Varia da specie a specie, e ciò rende necessario adattare dosaggi e composti al singolo caso specifico, soprattutto quando parliamo di composti fitoterapici. Negli ultimi tempi l’utilizzo di alcuni comune di alcuni tra gli alimenti funzionali di cui abbiamo parlato, pare essere indispensabile per il benessere dei nostri animali domestici. Ma è veramente così? L’integrazione, abbastanza indiscriminata e senza dosaggi corretti, oltre che una motivazione valida, può essere in realtà molto più controproducente che utile. Parliamo sempre di molecole, se pur naturali, attive all’interno del corpo dell’animale, e quindi che vanno utilizzate con cognizione di causa.

 


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