Lo svezzamento! I 7 punti fondamentali per uno svezzamento con i fiocchi.

Lo svezzamento è per definizione  “il processo di sostituzione dell’alimentazione esclusiva a base di latte (allattamento), tipica delle prime fasi di vita, con quella caratterizzata dall’assunzione di altri liquidi e solidi”. Implica il diventare indipendenti, allontanarsi dai genitori e tutte le varie fasi di crescita. È un momento molto delicato in cui l’intestino impara a riconoscere molecole nuove e ad usarle, lo stesso vale per il sistema immunitario. Con l’avvento della zootecnia ci siamo allontanati da quello che è lo stato naturale delle cose, rischiando di provocare dei seri problemi agli adulti futuri. Proviamo ad esplorare assieme quali sono le tecniche che possono essere un buon compromesso tra salute e zootecnia.

Il momento in cui avviene lo svezzamento è specie specifico, cioè significa che non tutti gli animali iniziano a mangiare cibi solidi allo stesso tempo. Dipende soprattutto dal tipo di crescita e sviluppo del cucciolo. Per quanto riguarda cani e gatti si parla di svezzamento graduale, nel senso che l’alimento solito viene introdotto gradatamente mentre la produzione di latte diminuisce. Questo perché i primi pasti sono incompleti dal punto di vista nutrizionale e il latte tappa i buchi.

Primo punto: non separare madre e cuccioli al momento dello svezzamento. I cuccioli devono continuare a poter ricevere il latte.

Secondo natura il periodo di svezzamento idoneo coincide con una determinata fase di sviluppo dell’apparato gastroenterico. Questo momento è quello in cui la parete intestinale ha la corretta permeabilità per assimilare molecole di una precisa dimensione, e in cui un pattern enzimatico sia presente al fine di degradare molecole differenti rispetto a quelle presenti nel latte, in dimensione e composizione. Sia nei cani che nei gatti ciò avviene più o meno attorno all’ottava settimana di vita (due mesi). Per esigenze zootecniche, in realtà inizialmente commerciali, si pensava infatti che i cuccioli presi molto piccoli dalla madre avessero più probabilità di attaccasti al uomo, abbiamo arbitrariamente spostato il momento dello svezzamento verso la quarta settimane di vita (non voglio nemmeno sentir parlare di svezzamenti precoci a venti giorni che mi viene il fastidio, per favore).

Secondo punto: non anticipare troppo un momento delicato. 

Lo svezzamento diventa in questa maniera delicato e necessario di attenzioni. Il sistema immunitario di un adulto dipende da questo, uno svezzamento che non tiene conto delle tempistiche (e che non ne corregge i difetti) e delle caratteristiche fisiologiche dell’intestino è uno svezzamento fatto male, che porta a conseguenze non sempre piacevoli.

Terzo punto: prima di tutto il sistema immunitario.

Anticipando per scelta il passaggio da latte a cibo solido, e scegliendo un giorno a nostro piacimento,  dobbiamo fare attenzione a come iniziare, sia che parliamo di gatti che di cani, prima ancora di coprire tutti i fabbisogni dei cuccioli dobbiamo pensare al loro sistema immunitario. I cuccioli continuano comunque ad alimentarsi di latte, quindi sali minerali e vitamine raggiungono i livelli necessari, considerando anche che svezzamento e picco di lattazione spesse volte coincidono. Per questi motivi i primi pasti devono e possono essere semplici, singola proteina (la scelta tra cotto e crudo è assolutamente soggettiva) ad esempio, con particolare attenzione però al microbiota intestinale. Si perché in questo momento l’intestino, che possiamo paragonare ad una rete, ha le maglie ancora troppo aperte, ed esagerando con il numero di molecole o con la lo dimensione rischiamo di dare troppi input sia al sistema digestivo che a quello immunitario (le future intolleranze dipendono anche da questo momento). Il microbiota poi non essere ancora pronto e florido a sufficienza per poter gestire troppe cose tutte assieme. Se parliamo di svezzamento naturale singola proteina, prebiotici e probiotici sono la base per cominciare bene. Per quanto riguarda lo svezzamento industriale purtroppo abbiamo poche possibilità, le formulazioni sono già pronte, possiamo però supportare il passaggio con dei buoni probiotici che aiuteranno sia il microbiota di passaggio che il futuro sistema immunitario. Non improvvisate però, vedo alcuni svezzamenti o cuccioli che arrivano dai proprietari con dei mix allucinanti come dieta, a soli due mesi. NON SI MESCOLANO LE ALIMENTAZIONI. È un passaggio sensibile, se volere seguire la via del naturale si può fare ma va fatto bene, altrimenti affidatevi al sempre certo industriale e basta.

Quarto punto: poco ma buono.

Tra cane a gatto ci sono delle differenze, sia per quanto riguarda la formulazione sia per quanto riguarda la presentazione. I gatti sono (ma serve che ve lo dica?) un pochino più delicati, si avvicinano al cibo molto più volentieri per imitazione della madre e prediligono consistenze fluide, il passaggio dalla suzione alla masticazione è più lenta e passa attraverso il leccamento. Il cane è leggermente meno sensibil, invogliato spesso dal rigurgito della madre, è in grado fin da subito di masticare piccoli pezzi e non è necessario utilizzare consistenze fluide (ovviamente i pezzi devono essere misurati in base alla bocca). Alcune cagne rigurgitano, in un periodo idoneo allo svezzamento (che è sempre più tardi rispetto a quando iniziamo noi) se le alimentazioni sono simili tra madri e cuccioli io preferisco lasciar consumare un rigurgito al giorno, anche se non è mono proteico. Non tanto per una questione enzimatica, perché nel bolo enzimi se ne trovano molto pochi, qualche enzima proteolitico forse, ma sicuramente il chimo (che è il liquidino schifosello che c’è nello stomaco) passato da madre a cuccioli da un giusto avvio all’acidità dello stomaco dei piccoli.

Quinto punto: le madri non sono sempre stupide.

Esistono per quanto riguarda l’alimentazione naturale diverse possibilità: crudo, cotto, con ossa o senza ossa. La scelta è soggettiva, ma è fondamentale non accelerare i tempi, soprattutto se si sceglie una dieta a crudo con ossa. Alimenti come gli organi, ad esempio, sono sempre gli ultimi ad essere inseriti e a dire il vero io non lo faccio mai prima dei due mesi. Tenete conto che i cuccioli possono tranquillamente masticare quasi fin dal primo giorno di svezzamento, e possono arrivare anche a masticare le ossa, ma se scegliamo quel tipo di alimento per integrare il calcio dobbiamo stare molto attenti a non dare cose che non possono essere utilizzate. Le ossa intere non solo devono essere masticate ma devono essere anche digerite, il che prevede una corretta acidità dello stomaco e un’adeguata dentatura, motivo per cui l’inserimento delle ossa intere si decide in base alla taglia dei cuccioli, ma anche alla cucciolata. Non tutte le cucciolate si assomigliano, e lo svezzamento deve essere sempre studiato in basa ai dati raccolti. Anche qui come per le materie prime, vedo molto spesso errori che possono provocare danni (e in alcuni casi li hanno anche provocati) quindi mi raccomando, esistono i professionisti, usateli. E per quanto riguarda i gatti, ecco li invece potete osare un pochino di più, sono sempre dei carnivori molto più seri di quanto possiate immaginare.

Sesto punto: non farsi prendere dal entusiasmo.

Ultima cosa, ma non per importanza, come tecnicamente avviene uno svezzamento o meglio cosa è importante al momento del pasto dallo svezzamento in poi.

Le ciotole!! I cuccioli possono mangiare tutti assieme i primi due giorni, massimo,  poi basta, possono avere una ciotola per uno. Immaginate di aver lottato per mangiare dal primo giorno in cui siete nati, sempre una frenesia, un caos, una corsa, finalmente potete mangiare in pace nel vostro piatto, e invece no! è un lavorone separarli ma aiuterete loro per quanto riguarda l’ansia da pasto, e aiuterete i futuri proprietari per quanto riguarda la loro ansia da pasto ( avete presente un cucciolo che smette di mangiare cosa scatena?). Si perché i cuccioli più famelici in cucciolata diventano poi quelli più delicati a casa loro sulla ciotola, ed è ovvio, il pasto è un momento sacro non dovrebbe mai avere uno stress negativo, se no prima o poi si paga.

Settimo e ultimo punto: ad ognuno il suo.

Concludiamo riassumendo quindi i punti fondamentali dello svezzamento, e ripetiamolo come un mantra:

  • non separare madre e cuccioli dal momento dello svezzamento.
  • non anticipare troppo un momento delicato.
  • Prima di tutto il sistema immunitario.
  • poco ma buono.
  • le madri non sono stupide.
  • non farsi prendere dal entusiasmo.
  • ad ognuno il suo.

 

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